‘It’s Judo whenever you look for excellence in thought and action’

ALFREDO[1]‘It’s Judo whenever you look for excellence in thought and action’

Some years after the foundation of Judo Kodokan, Master Jigoro Kano wrote two principles which represent the milestone of Kodokan’s philosophy so far. Oddly, everyone states to share them, but no one puts them into practice.

They are ‘Sei ryoku saizen katsu yo’ and ‘Jita yu wa kyoei’: the former concerns the behavior, the latter ethics. ‘Sei ryoku saizen katsu yo’ means ‘the best use of the physical and spiritual energy in every action’. ‘Jita yu wa kyoei’ is instead the implementation of the first principle in order to develop harmony, grow up and make progress with the others.

To look for excellence in thought and action is the summary of both principles by Master Jigoro. Excellence in thought includes the best you can do and offer during the training  while respecting the rules.

Excellence in action is endlessly looking for the Ippon and for perfect movements. In the previous texts I reminded you how easy is not to pay attention anymore when we are tired during the Kata or the Randori.

When we are stressed or tired the dark sides of our character surface. In that moment our intellect is weak and cannot defend itself anymore. You’re probably thinking that I’m exaggerating, but I can confirm you that it is really so, both in kata and in Randori.

This is the reason why Master Kano included the Kagami Migaki, the poem I spoke about last time, into the Seiryoku zen’yo kokumin taiiku no kata.

During the conference Jigoro Kano held on the 11th May 1889 in front of the Japanese Ministry of Education, Judo was presented officially as the most suitable discipline for the Japanese schools because it aims to build physically and morally a new generation.

Thanks to the Judo spiritual education, this new generation will be able to defeat its interior enemy both during the Judo practice and in the everyday life.

Alfredo VismaraHanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

Gli acquisti che consiglio
Amazon-Box creato da Giuseppe Frattura

E’ JUDO….“E’ Judo ogni volta che cadete e vi rialzate sorridendo”

imagesNGAAUJHM

“E’ Judo ogni volta che cadete e vi rialzate sorridendo

E’ il primo insegnamento scritto che diedi ai miei allievi alcuni anni fa.

E’ il primo insegnamento di una serie che sintetizza tutto il mio modo di intendere il Judo fino ad oggi.

Se vi rialzate sorridendo significa che probabilmente quello è successo un attimo prima era una cosa bella, una bella azione del vostro compagno di studio guidata dall’eccellenza nell’azione e nel pensiero, la quale vi suscita stima e desiderio di replicarla anche voi.

Questo stato d’animo permette di apprendere al negativo la tecnica, accettando la caduta senza subirla come una sconfitta, ma accogliendola come un contributo per capire e migliorare il vostro Judo.

Quando percepite un risentimento nel cadere e vi rialzate stizziti per avere subito un’azione, dentro di voi vi opponete a quello che è successo e, invece di ricevere un insegnamento, lo respingete pensando a una tattica per non permettere al vostro compagno di attaccare nuovamente.

Vi posso dire che questo non è un atteggiamento mentale corretto per studiare e ottenere il massimo degli insegnamenti e dei benefici dalla pratica, poiché solo imparando a stare di fronte in modo sincero e con uno scopo chiaro si allena la capacità di risposta, contribuendo al miglioramento di entrambi i praticanti e alzando il livello di scambio nella ricerca dell’eccellenza.

Mentre vi scrivo mi viene in mente una poesia del Maestro Kano scritta per essere ripetuta mentalmente durante il Kagami Migaki (tecnica del Seiryoku zen’yo kokumin taiiku no kata)

“La vita è un combattimento per il bene

e il nemico terribile che si oppone

è quello invisibile nascosto nel vostro cuore,

il pensiero egoistico.

Pulite lo specchio atteggiando lo spirito a liberarvi dal male,

ed eseguite gli esercizi come in un combattimento

contro il male esterno e contro il nemico invisibile

che vi ostacola affinché vi aiutino a crescere fisicamente e moralmente.”

 

Ci risentiamo al prossimo scritto:

“E’ Judo quando proiettate un compagno e ve ne dimenticate”

Alfredo Vismara Hanshi

 

Gli acquisti che consiglio
Amazon-Box creato da Giuseppe Frattura

E’ JUDO….“E’ Judo, ogni volta che proiettate un compagno e ve ne dimenticate”

images[4]

“E’ Judo, ogni volta che proiettate un compagno e ve ne dimenticate”

Se osservate i bambini durante le lezioni di Judo vedrete come è grande la loro soddisfazione quando riescono a proiettare un compagno.

Non è tanto per l’azione che sono riusciti a produrre quanto per il fatto di essere stati più forti del loro compagno.

Questo sentimento di prevaricazione è patrimonio dei bambini che non hanno ancora appreso da un Maestro come motivare diversamente le loro azioni e sono ancora preda di una volontà di prevalere sul prossimo insita nell’animo umano. Questa, infatti, può essere riscontrata, spesso ancora più forte, anche negli adolescenti ed adulti.

Questo non è Judo! L’azione di Judo deve nascere dalla ricerca costante, in tutte le fasi dei vostri allenamenti, di superarsi con una tecnica sempre migliore della precedente, e il risultato di questa ricerca va considerato solo come uno stimolo a proseguirla ulteriormente. Rimanere con il pensiero fisso all’azione precedente non vi fa progredire: è come imprimere nella mente un movimento che inevitabilmente cercherete di duplicare.

Durante la pratica del Judo non dovete duplicare nulla, tutto deve essere finalizzato a ricercare la cosa migliore in quel momento – “qui e adesso” dicono i Maestri Zen , “hic et nunc “ dicevano i Romani – per ottenere il massimo in ciò che fate e sviluppare consapevolezza nel presente.

Dimenticatevi del risultato dell’azione precedente, dovete già essere nella successiva se non volete sprecare tempo e fatica. L’atteggiamento mentale che vi rende liberi e consapevoli, quello di non rimanere attaccati a ciò che avete appena fatto, è difficile a conquistarsi. Dovete combattere una guerra contro voi stessi, battaglia dopo battaglia, e senza mai abbassare la guardia perché la tentazione di rimanere su ciò che si è fatto e volerlo ripetere è molto forte.

In uno dei più antichi poemi indù, il Mahabharata, si legge un passo molto famoso in cui il guerriero Arjuna, in preda a dubbi a proposito delle cause e degli esiti della guerra che sta combattendo, si rivolge a Krishna per avere consiglio:

“Arjuna, tu sei un uomo e hai il diritto all’azione, ma non ai suoi frutti”

Ci risentiamo al prossimo scritto:

“E’ Judo, ogni volta che ricercate l’eccellenza nel pensiero e nell’azione”

Alfredo Vismara Hanshi

Gli acquisti che consiglio
Amazon-Box creato da Giuseppe Frattura

SULLA “RAGIONE”

SENZAT11Se avete voglia di affrontare l’argomento “ragione” e andate a ricercarne il significato venite proiettati indietro nel tempo di migliaia di anni.

Filosofi e pensatori di ogni epoca hanno descritto la “ragione” come l’unica facoltà umana in grado di salvare e far progredire l’essere umano nella sua evoluzione.

Bene, ma nonostante profondi ragionamenti sull’uguaglianza, la fratellanza, la libertà e la tolleranza che si tramandano da migliaia di anni – e potrei andare ancora avanti – ci troviamo davanti a stermini e furti di ogni tipo, perpetrati il più delle volte dai più forti a danno dei più deboli, e a catastrofi migratorie davanti alle quali la famosa “ragione” scompare come neve al sole.

Di fronte alle difficoltà reali dell’umanità, l’essere umano può rimanere impassibile finché queste non toccano i suoi interessi individuali o quelli della comunità cui appartiene. In caso contrario, invece, l’uomo torna ad essere quello vissuto prima della scoperta della “ragione” e a essere dominato – o quantomeno molto condizionato – dall’unico comandamento cui risponde perché impresso nel suo DNA: “sopravvivi!”

Questo comandamento è cosi forte da avere la meglio su tutti i bei ragionamenti che la “ragione” può proporre. Al nostro sistema nervoso centrale, dove è impresso il comandamento “sopravvivi!”, dei dibattimenti della “ragione”, per dirla in romanesco, “non gliene può fregare di meno”.

Ciò succede anche, e soprattutto, perché quel comandamento “sopravvivi!” non è frutto dell’intelletto, formatosi in poche migliaia di anni di evoluzione del nostro cervello, quanto del costante confronto con la brutale realtà che l’uomo ha dovuto affrontare in centinaia di migliaia di anni per sopravvivere.

Se la “ragione” vuole affermarsi su quella forza ancestrale che ci accompagna da così tanto tempo deve imitarne il percorso storico ed evoluzionistico. La “ragione” deve essere allenata fisicamente a prendere gradualmente possesso di noi stessi e dei nostri impulsi ancestrali.

Io sono un prodotto del Judo, o meglio, di un certo tipo di Judo, un Judo mirante a far prevalere la “ragione” sulla voglia di rispondere a un calcio con un calcio e a tollerare un compagno che non si preoccupa della mia incolumità durante la pratica, un Judo dedicato ad una lunga e paziente edificazione spirituale e a coloro cui insegno tramite la “ragione” e l’esempio.

Sviluppare il sentimento della “tolleranza”, che è una delle figlie della “ragione”, è un arma incredibile per vincere la guerra contro impulsi negativi nella nostra società. La pratica del Judo nel rispetto dei suoi canoni e secondo i due principi Seiryoku zen’yo e Jita kyoei costituisce un nuovo e potente paradigma educativo – cosa che ripeto spesso – con una forza sconvolgente.

Se pensate a come questi due principi vengono messi in pratica nel Judo e nella nostra vita sociale quotidiana, scoprirete che costituiscono l’applicazione della “ragione” nell’azione.

Avete provato a pensare se i governanti di ogni Paese fossero stati educati a praticare questi principi come girerebbe il mondo? Pensate ai nostri politici per esempio, e mi scuso per l’esempio banale: nonostante si tratti di un caso disperato, la situazione potrebbe essere sensibilmente migliorata.

Il segreto sta nel piacere di ricercare l’eccellenza in ciò che pensate e in ciò che fate: ecco la vera “ragione”, che non ha nulla a che fare con ciò che dite.

Alfredo Vismara Hanshi

Gli acquisti che consiglio
Amazon-Box creato da Giuseppe Frattura