Shisei (la position)

images[4]Avec le mot Shisei (position) on catalogue Shizen hontai (la position naturelle et fondamentale du corps : elle se retrouve dans le Nage no kata), Jigo hontai (position plus stabile aux jambes écartées : à retrouver aussi dans le Nage no kata), Kyoshi no kamae (position agenouillée, l’un des genoux est soulevée : typique du Katame no kata), Kurai dori (position aussi dure qu’une roche : dans le Koshiki no kata).

Le prof. Jigoro Kano apprit le concept de position et comment exploiter correctement l’équilibre et la stabilité dans un combat en étudiant dans les écoles de Tenjin shin’yo ryu et Kito ryu.

Il y a beaucoup d’œuvres là-dessus, lesquelles ont été écrites par les maîtres mêmes des deux écoles aussi que, plus récemment, par le prof. Kano.

Dans le livre « Tradition de l’école » du Tenjin shin’yo ryu on parle souvent de la position. Par exemple : « Quand on combat il faut imaginer qu’on est un morceau de bois qui nage sur la mer. Lorsque la vague monte on monte avec elle, lorsqu’elle descend on descend avec elle sans jamais couler. Que la mer soit sereine ou orageuse, le morceau de bois garde toujours son équilibre et sa stabilité. De cette façon, lorsque vous rencontrerez quelqu’un qui est plus fort que vous, vous devez vous conduire comme le morceau de bois et ne frapper que quand il faut. »

Dans le livre « Tai no kan » du Kito ryu il y a beaucoup d’explications à propos de Hontai (position fondamentale du corps). « Avoir l’Hontai signifie être au-dessus du propre corps et contrôler ses parties comme s’ils étaient des vassaux. Ainsi sera-t-il l’esprit parfaitement harmonisé avec le corps et pourra contrôler tous les mouvements de l’ennemi : il l’attaquera lorsqu’il sera instable. »

Le prof. Kano écrit : « Le Judo Kodokan naît de l’expérience du combat réel et, même si le Randori ne soit qu’un exercice pour s’entraîner, il ne faut pas oublier les principes du vrai combat. »

On voit bien qu’aujourd’hui la pratique s’est bien éloignée de ces principes. La question qu’il faut se poser et si l’on doit vraiment renoncer à enseigner ce que les profs les meilleurs ont essayé de nous transmettre tout simplement parce qu’on est paresseux ? Est-ce qu’il faut vraiment permettre à nos élèves d’ignorer un des fondements du Judo, les Shisei, et de devenir à leur fois profs sans qu’ils connaissent une partie aussi importante du Judo ? Et surtout est-ce qu’on peut permettre qu’ils se détachent de cette illustre tradition de recherche et de perfectionnement des Shisei qui a été un fil rouge dans l’histoire de notre discipline ?

Cette héritage morale et spirituelle ne doit pas être dissipée, gaspillée, perdue ni par nous-mêmes ni par nos élèves.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

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Shisei (la posizione)

 

ALFREDO[1]Vuoi veramente che i tuoi allievi apprendano un modo di fare Judo “balordo” anche nelle cose  fondamentali come gli SHISEI?

 

Il termine SHISEI (posizione) comprende shizen hontai (posizione naturale e fondamentale del corpo, nel Nage no kata), jigo hontai (posizione di maggiore stabilità del corpo nel nage no kata), Kyoshi no kamae (posizione inginocchiata con ginocchio sollevato nel Katame no kata), Kurai dori (assumere la stabilità di una roccia nel Koshiki no kata).

Il Maestro Jigoro Kano apprese il concetto di posizione e utilizzazione del proprio equilibrio e stabilità nel confrontarsi con il proprio compagno nella pratica del combattimento studiando presso le scuole di Tenjin shin’yo ryu e Kito ryu.

Ci sono molti scritti sull’argomento, nella storia delle due scuole e di più recenti, direttamente dal Maestro Jigoro Kano.

Voglio cominciare a ripetervi alcuni concetti che risalgono all’esperienza fatta dal Maestro Jigoro Kano presso le due scuole di Jujutsu.

Dal libro “Tradizione della scuola” di Tenjin shin’yo ryu ci sono molti accenni sulla posizione, ad esempio “quando si combatte ci si deve immaginare come un pezzo di legno che galleggia nel mare. Quando l’onda sale il pezzo di legno va in alto quando scende va in basso ma non affonda mai. Sia che il mare sia calmo o in tempesta, il pezzo di legnoi mantiene il suo equilibrio e stabilità. Cosi quando incontrate chi è più forte di voi fisicamente dovete comportarvi come il pezzo di legno e colpire al momento opportuno”.

Dal libro “Tai no kan” della Kito ryu si trovano molte spiegazioni su Hontai (posizione fondamentale del corpo). Ad esempio “L’Hontai è una condizione molto particolare del corpo, avere l’Hontai vuole dire porsi al di sopra del proprio corpo e controllare le proprie membra come fossero vassalli così facendo lo spirito guiderà le azioni in perfetta armonia con il corpo e potrà controllare tutti i movimenti del nemico attaccandolo al momento giusto quando il suo equilibrio sarà instabile”.

In molti scritti del Maestro Jigoro Kano troviamo le seguenti raccomandazioni “nella pratica del randori deve pensare a mantenere Shizen hontai perché è la posizione più conveniente in un combattimento reale. Shizen hontai permette di trovare la massima stabilità e al tempo stesso la rapidità necessaria per attaccare al momento opportuno”.

Il Judo Kodokan nasce dall’esperienza del combattimento reale e anche se l’esercizio del randori che ho messo a punto per allenarsi, senza rischiare di ferirsi, non vuole dire che bisogna trascurarne i principi fondamentali del combattimento”.

Il Maestro Jigoro Kano la fa molto più lunga su questo argomento ma io non voglio esasperarvi su questo punto perché penso abbiate capito quanto ci si sta allontanando dal judo del Maestro.

Però alcune domande te le voglio fare mio caro insegnante di Judo.

Vuoi veramente che i tuoi allievi apprendano un modo di fare Judo “balordo” anche nella pratica fondamentale come gli SHISEI?

Vuoi veramente che non scoprano e sperimentino l’esperienza di centinaia di anni di Maestri del passato da cui anche il Maestro Jigoro Kano ha appreso e creato il suo metodo?

Vuoi veramente che anche loro un giorno intraprendano la via dell’insegnamento del Judo senza conoscere le basi come gli Shisei ma deleghino la loro didattica in una sala pesi fra un bilanciere e un paio di manubri?

Vuoi anche tu che i tuoi allievi continuino a parlare del Maestro Jigoro Kano e si facciano belli della sua filosofia e del suo metodo senza conoscerne i fondamenti?

Potrei andare avanti per molto e sicuramente lo sai anche tu!

La domanda che ti faccio è perché devi rinunciare a tutto questo per pigrizia intellettuale, perché non studiare un poco di didattica per arricchire i tuoi allievi e trasmettere loro questo spirito di ricerca.

Sono partito da lontano, dalle scuole di Ju jutsu, per parlare di SHISEI e per ricordarti che il Maestro Jigoro Kano, persona colta e studiosa di tutto ciò che riguardava educazione fisica, morale e spirituale dell’essere umano, molto attento alle metodologie sulla preparazione fisica dell’occidente, scelse tutto ciò che ebbe in eredità dalle scuole di Ju jutsu per elaborare il suo metodo, unico al mondo per completezza tecnica, didattica, filosofica e di utilità sociale per la sua valenza educativa e nulla dalle teorie occidentali.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

 

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