Quella decisione mi ha cambiato la vita! (Stage di Beau Vallon 1965)

Oggi ti voglio raccontare una storia, di una mia decisione presa al volo senza pensarci.

Ti racconto del mio primo stage in assoluto a cui ho partecipato, quando non ero ancora cintura nera.

Ero con mio fratello Beppe, Aldo Piatti e un altro ragazzo del Busen una estate del 65.

Eravamo tutti allora quinto e quarto kyu, partimmo con due moto, modello Vespa della Piaggio, e via verso la costa azzurra a Beau Vallon.

A Beau Vallon si teneva ogni estate il primo e il più famoso stage di judo Europeo con la partecipazione di diverse squadre nazionali oltre a quella francese logicamente.

Tutto il programma tecnico era svolto da un mito del judo francese e famoso anche in Giappone, Henri Courtine, una grande figura nel judo, per generosità, tecnica e carica agonistica, primo decimo dan in Europa.

Ci presentammo a Beau Vallon, stanchi dal viaggio avventuroso che un giorno forse ti racconterò, affamati e soprattutto squattrinati.

Oggi sicuramente sono tempi duri, ma per me lo sono sempre stati, anche se ti devo dire, questo aspetto ( essere senza un soldo ) non ha inciso mail sulle mie scelte.

Courtine ci accolse con un sorriso divertito, ci chiese da dove venivamo e quale era il nostro grado.

Alla fine ci disse quanto era la quota di partecipazione fissata per lo stage.

Ricordo come fosse ieri questo momento con un sentimento di gioia misto a nostalgia.

Devi sapere che subito senza pensarci cominciammo a raccogliere tutto ciò che avevamo in tasca perché eravamo decisi a partecipare allo stage e avevamo scelto senza ombra di dubbio di privarci dei soldi per il mangiare, visto che scarseggiavano.

Courtine notò la scena e comprese al volo la nostra situazione.
Lui il grande Courtine allora non esitò a restituirci una parte di soldi che gli avevamo appena consegnato per la quota con un sorriso e ci disse: “questi teneteli, vi serviranno per mangiare ”

Furono per noi giovani judoka due settimane faticose, divertenti e avventurose, ed è proprio grazie al valore che per noi aveva tutto ciò, che apprendemmo molto da quell’esperienza.

Ecco che tre anni dopo, io, mio fratello, Andrea Veronese e Luciano Di Palma eravamo a Parigi per allenamento inviati dalla Federazione e una sera andammo ad allenarci nel suo Dojo, appena salimmo sul tatami fece una risata e guardandoci esclamò ” Beau Vallon!”.

Fu felicissimo di vederci e felice di avere contribuito alla nostra crescita judoistica, dopo l’allenamento ci portò a cena e passammo una splendida e interessante serata con un grandissimo uomo e judoka.

Ti ho voluto raccontare questa storia, perché penso che dietro ogni conquista ci sia sempre un grande sacrificio, o per lo meno una rinuncia.

Lo pensi anche tu?

Ora puoi decidere lecitamente di andare in vacanza al mare e oziare tutto il giorno, oppure puoi decidere ora di vivere un’esperienza unica che ti arricchirà come persona e come judoka.

Puoi scaricare i moduli per l’iscrizione qui:

>> MODULO 1 STAGE GROMO <<

>> MODULO 2 STAGE GROMO<<

 

P.S.: Se non hai visto l’intervista doppia mia e di Beppe, guardala ora:

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Stage di Judo GROMO 2019: ecco i moduli di iscrizione

È tempo di pianificare il tuo stage estivo.

Quest’anno io insieme a mio fratello Beppe e Walter, saremo ancora a Gromo.

Puoi scaricare i moduli per l’iscrizione qui

>> MODULO 1 STAGE GROMO <<

>> MODULO 2 STAGE GROMO<<

Per noi è diventato il posto ideale per lo stage estivo.

Quest’anno ospiteremo ancora gli atleti del judo club Losanna accompagnati dal maestro Tatsuto Shima di Tsukuba e altri dalla Francia, Svizzera, Spagna e dal Kenya.

Faremo 5 ore di judo al giorno 1 di Katame Waza, 2 di studio della tecnica e kata 2 di Randori, e condivideremo molto tempo insieme.

Lo stage sarà di 2 turni settimanali dal 20 al 27 Luglio e dal 27 al 3 Agosto, ma date le richieste quest’anno abbiamo anche creato la formula del ministage, per coloro che per motivi di lavoro non possono fare tutta la settimana.

Lo stage è un’esperienza straordinaria di apprendimento e condivisione insieme del judo, e se vuoi progredire nel judo ti consiglio vivamente questo tipo di esperienza.

Guarda il video dell’intervista doppia tra me e mio fratello Beppe sullo stage dell’anno scorso

Hai tutto il tempo per pianificare il tuo stage, io spero veramente di vederti

 

P.S.: quest’anno puoi scegliere una vacanza diversa, fatta di studio e pratica del judo insieme per progredire.

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MONDO’ – Conversazioni fra Maestro e allievi

Locandina Mondo



Il termine “Mondö” in giapponese significa un insegnamento verbale o argomento di discussione sul Judo, il quale viene proposto dal Maestro in modo diretto oppure approfondito attraverso uno scambio di osservazioni con gli allievi.

“Mondo” è uno dei quattro pilastri dell’insegnamento del Judo Kodokan sistematizzati dal Maestro Jigoro Kano:

Kata, Randori, Mondõ, Koji

Kata (lo studio e la comprensione degli esercizi di forma)

Randori (pratica e studio del combattimento regolamentato dalle tecniche del gokyo)

Mondõ (scambio di domande e risposte fra Maestro e allievi sui temi della pratica e filosofia del Judo)

Koji (conferenze pubbliche sul Judo)

Anni fa sentii il bisogno di questa parte della didattica del Maestro Kano denominata “Mondõ” per comunicare ai miei allievi alcuni aspetti della pratica che ritengo fondamentali per una corretta comprensione del Judo Kodokan. Decisi così di metterli nero su bianco.

Sono nove insegnamenti che a turno, a cinture nere o di colore, ad allievi o Maestri, faccio leggere alla fine di ogni lezione.

Si tratta di un elenco di frasi che sintetizzano tutto il mio modo di intendere e praticare il Judo fino ad oggi e che vorrei condividere con loro attraverso il dialogo suscitato dalle nostre riflessioni, domande e chiarimenti.

Ammetto che la mia forma di “Mondõ” non è tradizionale: non ho infatti il tempo materiale per ascoltare pareri o chiarimenti su ogni frase alla fine di ogni turno di lezione. Ciononostante sono certo che quello che i miei allievi leggono influenzerà gradualmente la loro pratica.

Periodicamente, quando trovo il momento adatto, dedico loro il tempo necessario per ascoltarne i pensieri, non necessariamente quelli di tutti contemporaneamente.

Voglio consigliare a tutti gli insegnanti di Judo di utilizzare questo sistema per evitare di chiudere la lezione con un saluto e la doccia. Il fine è di fare leggere dei principi rappresentanti l’ideale del Judo, che per alcuni minuti portano gli allievi a riflettere sul loro comportamento durante la pratica appena conclusa.

In questo piccolo libro ho voluto spiegare meglio cosa significano le mie frasi volutamente sintetiche, che costringono gli allievi a sforzarsi per comprenderne e interpretarne il senso.

Ho inserito inoltre alla fine di ogni capitolo un esercizio che consiglio di mettere in pratica dopo avere letto il mio scritto, anche se so bene che sarai riluttante a farlo.

Insisto nel chiederti di fare questo sforzo perché ti aiuta ad andare più a fondo nelle tue sensazioni, a fissare meglio alcune tematiche sviluppate in queste poche pagine e a riconoscerne altre non elencate, ma che pure verranno fuori sulla base del tuo modo di fare Judo o di quello dei tuoi allievi.

Hanshi Alfredo Vismara – Dai Nippon Butokukai

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Immagina …

cropped-ALFREDO1-1.jpgImmagina …🤩
Provaci, funziona sai?

È pura magia

Immagina qualcosa di molto bello…
immagina qualcosa di molto brutto,
di buono o di cattivo, di grande o piccolo,
di chiaro o scuro, di utile o inutile, di triste o allegro,
quante cose puoi immaginare! 💥

L’immaginazione è una tua ricchezza che forse non sfrutti abbastanza.

Nessuno ti può impedire di usare la tua immaginazione

Nessun progetto può iniziare, prendere forma o altro se prima non lo hai “immaginato”

Pensaci … 🤔
In qualsiasi professione l’atto di immaginare un risultato o percorso, è il primo movimento per realizzarlo.
Anche quando si studia una tecnica di judo bisogna avere visto e poi immaginato un modello a cui arrivare, più sarà forte la tua immaginazione e chiaro ti sarà il movimento, e più possibilità di successo avrai nel perfezionare il tokui waza desiderato.

Tutto va immaginato prima di metterti al lavoro, non credi?
Anche il tuo judo, la tua didattica, il tuo rapporto con gli allievi, la tua conoscenza tecnica e filosofica del judo va studiata e immaginata prima di realizzarla.

E per realizzarla devi sfruttare a tutto ciò che ti può aiutare, a non perdere tempo e mantenere vivo il tuo interesse;

Immaginare crea un’emozione nel tuo spirito e per tenere in vita questa emozione devi continuamente nutrirla di informazioni per tutta la vita.

Io molti anni fa, mi sono immaginato e porto ancora ho dentro di me quell’immagine:
l’immagine di un judo completo così come fu ideato, non senza migliorane le qualità tecniche e didattiche intendiamoci, ma saldo nella sua valenza educativa tanto utile, come non mai, in questi anni molto confusi, dove tutti, spesso sono contro tutti nel segno dell’ “AVERE” a tutti i costi.

In questo anno passato anno io ho fortemente immaginato di poter arrivare a tutti coloro che vogliono poter migliorare il proprio bagaglio judoistico e disporre di tutta la mia conoscenza sulla materia.

Il dojo on-line che ho creato oggi ha raggiunto i 90 video didattici e sappi che non l’ho pensato per me, ma continuo a pensarlo per te.

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voglio immaginare di poter contribuire alla tua crescita come praticante e come insegnante
BUON 2018! 🥇

Alfredo Vismara
Dai Nippon Butokukai

P.S.: Immagina, come sarebbe fantastico trasferire i valori che insegni nel Dojo nella società.
Immagina il tuo judo completo nel suo metodo al servizio degli uomini. Immagina quanta felicità potresti trasmettere. Immagina tutto ciò per il tuo 2018!

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Sei davvero diverso?

CoverMONDOQuante volte ti racconti di essere cambiato, di essere diventato una persona migliore e di essereti finalmente risollevato dai problemi, per poi dimostrare alla prima occasione di non essere cambiato per niente, ma anzi di essere rimasto quello di sempre?

Tranquillo, pure a me è successo e non devi sentirti in colpa.

A volte ci prendiamo in giro. Più spesso di quanto crediamo.

Fa parte della nostra natura, del nostro essere.

Fa parte di noi.

Già…

Ci motiviamo così tanto a cambiare noi stessi ma non le nostre azioni e questo ci porta inevitabilmente sui soliti passi.

Quei passi che pensavamo di aver abbandonato quando invece ci siamo dentro più che mai.

Ebbene… Ho notato che eri ad un passo dal creare un cambiamento ….
ma per un qualche motivo ci hai riepensato.

E’ come se inspiegabilmente fossi ritornato sui tuoi passi.

E’ successo qualcosa?

Forse non ti fidi di me.

Questo mio manoscritto so che cambierà qualche cosa in te, credimi.

L’ho scritto con il cuore, pensando che se anche fossi riuscito a creare un piccolo cambiamento nei tuoi pensieri, per aiutarti a dialogare meglio con te stesso e con i tuoi allievi, sarei stato la persona più felice.

So che puoi essere una persona nuova , un punto di riferimento.

E io ho bisogno che mi aiuti a divulgare l’opera di cui mi sono preso carico:

Quella di migliorare attraverso il Judo Kodokan le persone con cui entro in contatto.

E ora lo potrai fare anche tu, applicando il MONDŌ.

Riempi il tuo Dojo solo di cose belle, Clicca QUI.

Io sono con te!

Alfredo Vismara
Dai Nippon Butokukai

P.S.: Noi impariamo tutto da bambini, ci insegnano a scrivere a parlare a studiare. Ma imparare a dialogare significa elevare il livello di accordi prima con noi stessi, e poi verso gli altri. E così che siamo in ARMONIA.

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Quand peux-je commencer a enseigner?

foto alEnseigner du Judo, c’est une grande responsabilité. Elle est souvent sous-estimée par les Profs, qu’ils soient jeunes ou âgés, lesquels ne désirent que des élèves capables de gagner toutes les compétitions et de combattre aux jeux olympiques.

Mais enseigner du Judo est bien plus que la préparation aux compétitions.

Enseigner du Judo signifie prendre n’importe quelle personne et la mettre en contact avec soi-même, son corps, son esprit et son cœur ; et, en même temps, la mettre en contact avec les corps, les esprits et les cœurs de tous ceux qui s’entraînent avec lui.

Enseigner du Judo signifie, à travers notre enseignement, faire devenir les corps, les esprits et les cœurs des plusieurs êtres humains une chose seule qui vise à rechercher un mutuel bien-être.

Il n’y a pas d’autres disciplines qui proposent une telle aventure didactique fondée sur techniques de combat en tant que moyens primaires d’enseignement.

Ceux qui visent à enseigner du Judo doivent être conscients qu’il faut avoir une didactique judoïstique complète, comprenant la technique aussi bien que la philosophie.

Être un champion au niveau des compétitions, bien qu’il puisse sembler un avantage, n’apporte rien à l’enseignement.

Pour avoir une didactique sérieuse il faut connaître, savoir, étudier.

On attendrait que, au moment donné, votre Prof vous dise que vous êtes prêts à transmettre vos connaissances aux autres. Mais on sait bien que cela n’arrive presque jamais comme ça. Plus fréquemment un élève croit d’être prêt et se détache de son Prof pour avoir ses propres élèves, ou est envoyé en tant que nouveau Prof sans aucune préparation spécifique. Souvent son Prof même n’a pas été préparé comme il faudrait, mais il s’est créé sa méthode didactique sur la base de sa propre expérience.

Une bonne didactique est l’ensemble de plusieurs expériences qui ont été sélectionnées et transmises par générations des Profs au fin de proposer le Judo le plus complet, du point de vue culturel, technique, philosophique et sportif.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

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Une fois encore a propos de la didactique du Judo

ALFREDO[1]Je veux insister sur l’importance d’une didactique complète lorsqu’on enseigne le Judo.

Beaucoup de profs croient que la connaissance de quelques techniques, dont deux ou trois étaient peut-être leurs Tokui waza quand ils faisaient des compétitions, est suffisante pour proposer une didactique efficace.

Il n’y a rien de plus faux! A propos du Judo et de ses techniques il faut connaître littéralement chaque détail. Il faut étudier et approfondir tout ce qu’on peut.

En tant que Profs on est moralement obligés de connaître la philosophie du Judo et l’organisation de ses techniques, et surtout il faut qu’on sache comment proposer tout ça aux élèves au fin qu’il apprennent facilement et en sûreté.

Après, il faut leur enseigner les opportunités les plus indiquées pour chaque technique, les Renraku waza, les Bogyo et les Kaeshi waza.

Il faut donc présenter chaque technique d’une façon complète, sans oublier, d’un côté, les opportunités et les Renraku waza en tant qu’expression du principe Sen, de l’autre côté les Bogyo et les Kaeshi waza en tant qu’expression du principe Go no sen.

Aussi faut-il connaître la signification du Randori et du Kata pour éviter d’exlure le deuxième de la didactique dans la fausse conviction qu’il ne serve à rien.

Les techniques du Katame waza ont aussi leur progression, aussi que ces du Goshin jutsu ou Shinken shobu.

Il faut apprendre et étudier tout ça pour obtenir la vision technique et didactique la plus complète. Ce n’est pas du tout facile, mais cela peut aider beaucoup les pratiquants, tant du point de vue physique que du point de vue mental.

Le fondateur Prof. Jigoro Kano recueillit les expériences des nombreux profs, lesquels à leur tour firent pareil avec leurs Profs. Le Judo constitue donc le produit d’une sélection précise et soignée, qui a duré centaines d’années et a concerné beaucoup des écoles différentes.

Il faut se sentir partie de cette longue tradition et vouloir la prolonger si l’on veut vivre l’enseignement du Judo dans ces aspects les plus profonds.

Le temps dont on a besoin pour améliorer notre Judo d’une façon complète et durable équivaut à celui qu’on gaspille dans la recherche des résultats médiocres et immédiats. Mais je peux vous assurer que la satisfaction qu’on épreuve lorsqu’on maîtrise vraiment un Judo complet est tout une autre sensation par rapport à la frustration produite par un enseignement pauvre, répétitif, vide et peu développé.

Mon désir est d’aider les Profs à obtenir une conscience supérieure de l’importance de leur rôle, et cela à travers une didactique supérieure.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

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Shisei (la position)

images[4]Avec le mot Shisei (position) on catalogue Shizen hontai (la position naturelle et fondamentale du corps : elle se retrouve dans le Nage no kata), Jigo hontai (position plus stabile aux jambes écartées : à retrouver aussi dans le Nage no kata), Kyoshi no kamae (position agenouillée, l’un des genoux est soulevée : typique du Katame no kata), Kurai dori (position aussi dure qu’une roche : dans le Koshiki no kata).

Le prof. Jigoro Kano apprit le concept de position et comment exploiter correctement l’équilibre et la stabilité dans un combat en étudiant dans les écoles de Tenjin shin’yo ryu et Kito ryu.

Il y a beaucoup d’œuvres là-dessus, lesquelles ont été écrites par les maîtres mêmes des deux écoles aussi que, plus récemment, par le prof. Kano.

Dans le livre « Tradition de l’école » du Tenjin shin’yo ryu on parle souvent de la position. Par exemple : « Quand on combat il faut imaginer qu’on est un morceau de bois qui nage sur la mer. Lorsque la vague monte on monte avec elle, lorsqu’elle descend on descend avec elle sans jamais couler. Que la mer soit sereine ou orageuse, le morceau de bois garde toujours son équilibre et sa stabilité. De cette façon, lorsque vous rencontrerez quelqu’un qui est plus fort que vous, vous devez vous conduire comme le morceau de bois et ne frapper que quand il faut. »

Dans le livre « Tai no kan » du Kito ryu il y a beaucoup d’explications à propos de Hontai (position fondamentale du corps). « Avoir l’Hontai signifie être au-dessus du propre corps et contrôler ses parties comme s’ils étaient des vassaux. Ainsi sera-t-il l’esprit parfaitement harmonisé avec le corps et pourra contrôler tous les mouvements de l’ennemi : il l’attaquera lorsqu’il sera instable. »

Le prof. Kano écrit : « Le Judo Kodokan naît de l’expérience du combat réel et, même si le Randori ne soit qu’un exercice pour s’entraîner, il ne faut pas oublier les principes du vrai combat. »

On voit bien qu’aujourd’hui la pratique s’est bien éloignée de ces principes. La question qu’il faut se poser et si l’on doit vraiment renoncer à enseigner ce que les profs les meilleurs ont essayé de nous transmettre tout simplement parce qu’on est paresseux ? Est-ce qu’il faut vraiment permettre à nos élèves d’ignorer un des fondements du Judo, les Shisei, et de devenir à leur fois profs sans qu’ils connaissent une partie aussi importante du Judo ? Et surtout est-ce qu’on peut permettre qu’ils se détachent de cette illustre tradition de recherche et de perfectionnement des Shisei qui a été un fil rouge dans l’histoire de notre discipline ?

Cette héritage morale et spirituelle ne doit pas être dissipée, gaspillée, perdue ni par nous-mêmes ni par nos élèves.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

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L’antica Arte della spada giapponese di Sergio Mor Stabilini

Libro_Katori_SergioVoglio presentarvi un libro che penso debba essere in tutte le biblioteche di chi ama le Arti Marziali.

Si intitola l’antica Arte della spada giapponese ed è stato scritto da Sergio Mor Stabilini, un esperto di diverse discipline orientali. Conosco Sergio da molti anni, eravamo quasi ragazzi e innamorati di due discipline giapponesi, io il Judo, lui il Karate.

Abbiamo percorso strade tecnicamente diverse ma siamo sempre rimasti a contatto, e ricercato in altre scuole marziali orientali tutto ciò che poteva arricchire la nostra voglia di conoscere e imparare da altre culture negli stili di combattimento.

Il lavoro svolto da Sergio è veramente impressionante, per la storia che propone e la quantità di informazioni che ci regala nella sua opera.

consiglio veramente a tutti i praticanti di Arti Marziali orientali di leggere questo volume che attraverso la storia della spada percorre la storia del Giappone.

Per informazioni sulla pubblicazione chiedete direttamente all’autore: sergio.morstabilini@libero.it

Alfredo Vismara

Hanshi Dai Nippon Butokukai

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TOKUI WAZA – A different technique for each one or the same technique for all?

ALFREDO[1]TOKUI WAZA – A different technique for each one or the same technique for all?

Do you think it is better to use the same TOKUI WAZA on everybody, by mastering it to the point of being able to throw your Uke in each direction? Or do you think it is better to be able to use a different TOKUI WAZA in different situations that occur when you fight?

Let’s talk about the Tokui Waza

The meaning of the Tokui Waza in Japanese is “special, favored technique”. The word “TOKU” stands for “assimilated, internalized”, and “I” means “intention, determination.”

In Judo, the Tokui Waza becomes the understanding of a movement with all our being, “SHIN GI TAI”; it can develop after thousands of uchikomi, in a split second during a randori, or it may not ever happen at all!

Do you think you can lead a student to find his own TOKUI WAZA? Or, do you think it’s better to have a technique for every situation, chasing the ideal of Kodokan Judo?

Jigoro Kano rarely talked about TOKUI WAZA as a technical and philosophical goal of his method.

Probably the idea of having a single technique to be ‘imposed’ on everybody was not in line with its philosophy of seeking the specific excellent solution in every situation of life or randori.

Remember that the term JU DO that Kano wanted (shihan) means the search for individual and social spiritual development through JU NO RI, the principle of adaptability or pliability.

You are probably wondering how Kano’s philosophy fits with what you see today in ‘modern’ judo–be patient and keep thinking… that’s another story!

If you pay attention, after all, using the same technique in any circumstance, or more techniques for different situations, does not change the technical result.

Instead it changes a lot from the Kodokan judo principle: the search of spiritual growth, open mindset towards themselves and society through the practice of JU NO RI. Jigoro Kano devoted his life to all these.

Surely it is necessary to start with one Tokui Waza, otherwise it becomes difficult to develop other Tokui Wazas and here we get back to the importance of the didactics and of having a complete method of teaching judo.

Have you ever thought about how you help a student to find his Tokui Waza?

Do you think that it is enough for him to do randori as soon as possible?

Are you convinced that by throwing himself to his knees and dragging down the other in some way is a Tokui Waza?

You can use several methods to help him find his Tokui Waza, but to do so it is necessary to start an educational progression and to know a little of what I have told you so far.

It is necessary to know the secrets of learning; how to bring a student to find his Tokui Waza may require many exercises or a single demonstration. Things work differently for each one of us.

Finding the Tokui Waza means to FEEL THE ESSENCE of a technique– it’s like a small flash of insight!

I show in “My Judo Is Your Judo” many exercises to get to TOKUI WAZA and to help your students reach the ESSENCE of technical understanding.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Mauro Laner

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