Lezioni Nage no Kata – 14 e 21 settembre 2019

In questo video girato dal mio amico Giancarlo a Montegrimano, spiego al gruppo di insegnanti l’alternanza che esiste in tutte le arti marziali tra la forma e il combattimento libero.

Spiego anche perchè questi 2 aspetti opposti e complementari vadano sempre praticati insieme, e come l’esercizio della forma possa fortificare lo spirito del combattimento.

Il 14 e 21 Settembre terrò 2 lezioni aperte a tutti di 3 ore l’una sul NAGE NO KATA

Ti premetto che io non insegno il kata finalizzato alle competizioni odierne, ma solo per l’apprendimento del Judo kodokan.

Ti presenterò le origini di questo kata:

  • come è stato ideato e perchè
  • i punti importanti di ogni tecnica
  • la corretta posizione
  • la corretta respirazione,
  • quale atteggiamento mentale devi mantere.
  • quale tipologia di attenzione alleni
  • la didattica per insegnarlo ai ragazzi
  • come legarlo all’esercizio libero del randori

Vai a vedere i riferimenti della lezione QUI >> 2 LEZIONI NAGE NO KATA <<

Ti aspetto per studiare insieme.

P.S.: ti consiglio di prenotare per tempo se sei interessato, ti basta mandare una mail qui con i tuoi riferimenti, oppure chiamare lo 02.4046610 e lasciare il tuo nome e il numero dei partecipanti

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Lezione Osae Waza 7 settembre

In questi giorni ho pianificato un po’ di lezioni per Settembre e la prima che farò aperta a tutti sarà il 7 sullo studio delle immobilizzazioni, e ti spiegherò come distribuire il peso e controllare il respiro.

Nella lotta a terra non serve forza, ma acquisire posizione e controllo del proprio peso e respiro, oltre che ovviamente affinare costantemente la tecnica.

Vai a vedere la locandina della lezione qui >> LEZIONE 7 SETTEMBRE OSAE WAZA <<

Poi ti anticipo già che il 14 e il 21 Settembre terrò 2 lezioni sul Nage No Kata, a breve riceverai info

Intanto se vuoi creare un cambiamento da subito e aggiungere bagaglio alla tua didattica, puoi approfittare del materiale completo che ho predisposto sullo shinken shobu waza, o goshin jutsu
Vai al >> CORSO COMPLETO SHINKEN SHOBU WAZA<<

Puoi seguire passo passo i 15 tutorial didattici + 7 lezioni tecniche riprese nel mio dojo, per un programma completo che prevede:

  • kamae waza – lo studio delle posizioni di guardia e come devi muoverti nel combattimento reale
  • ukemi waza – le cadute del combattimento reale, dove non esiste tatami nè battuta
  • ridatsu waza – i metodi per liberarsi dalle prese, qualsiasi tipologia di prese dell’avversario
  • atemi waza – come colpire utilizzando le parti nude del corpo come armi
  • kyusho waza – lo studio dei punti vitali
  • uke waza – tutte le difese da attacchi di presa alle braccia, al corpo, difese da strangolamento, da attacchi da pugni e calci e difese da armi.

Buon studio e buon judo

Alfredo Vismara
Dai Nippon Butokukai

P.S: Il judo è un mezzo meraviglioso con il quale ti puoi esprimere per essere di grande aiuto agli altri.

Vai SUBITO al >> CORSO COMPLETO SHINKEN SHOBU WAZA<<

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Quella decisione mi ha cambiato la vita! (Stage di Beau Vallon 1965)

Oggi ti voglio raccontare una storia, di una mia decisione presa al volo senza pensarci.

Ti racconto del mio primo stage in assoluto a cui ho partecipato, quando non ero ancora cintura nera.

Ero con mio fratello Beppe, Aldo Piatti e un altro ragazzo del Busen una estate del 65.

Eravamo tutti allora quinto e quarto kyu, partimmo con due moto, modello Vespa della Piaggio, e via verso la costa azzurra a Beau Vallon.

A Beau Vallon si teneva ogni estate il primo e il più famoso stage di judo Europeo con la partecipazione di diverse squadre nazionali oltre a quella francese logicamente.

Tutto il programma tecnico era svolto da un mito del judo francese e famoso anche in Giappone, Henri Courtine, una grande figura nel judo, per generosità, tecnica e carica agonistica, primo decimo dan in Europa.

Ci presentammo a Beau Vallon, stanchi dal viaggio avventuroso che un giorno forse ti racconterò, affamati e soprattutto squattrinati.

Oggi sicuramente sono tempi duri, ma per me lo sono sempre stati, anche se ti devo dire, questo aspetto ( essere senza un soldo ) non ha inciso mail sulle mie scelte.

Courtine ci accolse con un sorriso divertito, ci chiese da dove venivamo e quale era il nostro grado.

Alla fine ci disse quanto era la quota di partecipazione fissata per lo stage.

Ricordo come fosse ieri questo momento con un sentimento di gioia misto a nostalgia.

Devi sapere che subito senza pensarci cominciammo a raccogliere tutto ciò che avevamo in tasca perché eravamo decisi a partecipare allo stage e avevamo scelto senza ombra di dubbio di privarci dei soldi per il mangiare, visto che scarseggiavano.

Courtine notò la scena e comprese al volo la nostra situazione.
Lui il grande Courtine allora non esitò a restituirci una parte di soldi che gli avevamo appena consegnato per la quota con un sorriso e ci disse: “questi teneteli, vi serviranno per mangiare ”

Furono per noi giovani judoka due settimane faticose, divertenti e avventurose, ed è proprio grazie al valore che per noi aveva tutto ciò, che apprendemmo molto da quell’esperienza.

Ecco che tre anni dopo, io, mio fratello, Andrea Veronese e Luciano Di Palma eravamo a Parigi per allenamento inviati dalla Federazione e una sera andammo ad allenarci nel suo Dojo, appena salimmo sul tatami fece una risata e guardandoci esclamò ” Beau Vallon!”.

Fu felicissimo di vederci e felice di avere contribuito alla nostra crescita judoistica, dopo l’allenamento ci portò a cena e passammo una splendida e interessante serata con un grandissimo uomo e judoka.

Ti ho voluto raccontare questa storia, perché penso che dietro ogni conquista ci sia sempre un grande sacrificio, o per lo meno una rinuncia.

Lo pensi anche tu?

Ora puoi decidere lecitamente di andare in vacanza al mare e oziare tutto il giorno, oppure puoi decidere ora di vivere un’esperienza unica che ti arricchirà come persona e come judoka.

Puoi scaricare i moduli per l’iscrizione qui:

>> MODULO 1 STAGE GROMO <<

>> MODULO 2 STAGE GROMO<<

 

P.S.: Se non hai visto l’intervista doppia mia e di Beppe, guardala ora:

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Stage di Judo GROMO 2019: ecco i moduli di iscrizione

È tempo di pianificare il tuo stage estivo.

Quest’anno io insieme a mio fratello Beppe e Walter, saremo ancora a Gromo.

Puoi scaricare i moduli per l’iscrizione qui

>> MODULO 1 STAGE GROMO <<

>> MODULO 2 STAGE GROMO<<

Per noi è diventato il posto ideale per lo stage estivo.

Quest’anno ospiteremo ancora gli atleti del judo club Losanna accompagnati dal maestro Tatsuto Shima di Tsukuba e altri dalla Francia, Svizzera, Spagna e dal Kenya.

Faremo 5 ore di judo al giorno 1 di Katame Waza, 2 di studio della tecnica e kata 2 di Randori, e condivideremo molto tempo insieme.

Lo stage sarà di 2 turni settimanali dal 20 al 27 Luglio e dal 27 al 3 Agosto, ma date le richieste quest’anno abbiamo anche creato la formula del ministage, per coloro che per motivi di lavoro non possono fare tutta la settimana.

Lo stage è un’esperienza straordinaria di apprendimento e condivisione insieme del judo, e se vuoi progredire nel judo ti consiglio vivamente questo tipo di esperienza.

Guarda il video dell’intervista doppia tra me e mio fratello Beppe sullo stage dell’anno scorso

Hai tutto il tempo per pianificare il tuo stage, io spero veramente di vederti

 

P.S.: quest’anno puoi scegliere una vacanza diversa, fatta di studio e pratica del judo insieme per progredire.

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MONDO’ – Conversazioni fra Maestro e allievi

Locandina Mondo



Il termine “Mondö” in giapponese significa un insegnamento verbale o argomento di discussione sul Judo, il quale viene proposto dal Maestro in modo diretto oppure approfondito attraverso uno scambio di osservazioni con gli allievi.

“Mondo” è uno dei quattro pilastri dell’insegnamento del Judo Kodokan sistematizzati dal Maestro Jigoro Kano:

Kata, Randori, Mondõ, Koji

Kata (lo studio e la comprensione degli esercizi di forma)

Randori (pratica e studio del combattimento regolamentato dalle tecniche del gokyo)

Mondõ (scambio di domande e risposte fra Maestro e allievi sui temi della pratica e filosofia del Judo)

Koji (conferenze pubbliche sul Judo)

Anni fa sentii il bisogno di questa parte della didattica del Maestro Kano denominata “Mondõ” per comunicare ai miei allievi alcuni aspetti della pratica che ritengo fondamentali per una corretta comprensione del Judo Kodokan. Decisi così di metterli nero su bianco.

Sono nove insegnamenti che a turno, a cinture nere o di colore, ad allievi o Maestri, faccio leggere alla fine di ogni lezione.

Si tratta di un elenco di frasi che sintetizzano tutto il mio modo di intendere e praticare il Judo fino ad oggi e che vorrei condividere con loro attraverso il dialogo suscitato dalle nostre riflessioni, domande e chiarimenti.

Ammetto che la mia forma di “Mondõ” non è tradizionale: non ho infatti il tempo materiale per ascoltare pareri o chiarimenti su ogni frase alla fine di ogni turno di lezione. Ciononostante sono certo che quello che i miei allievi leggono influenzerà gradualmente la loro pratica.

Periodicamente, quando trovo il momento adatto, dedico loro il tempo necessario per ascoltarne i pensieri, non necessariamente quelli di tutti contemporaneamente.

Voglio consigliare a tutti gli insegnanti di Judo di utilizzare questo sistema per evitare di chiudere la lezione con un saluto e la doccia. Il fine è di fare leggere dei principi rappresentanti l’ideale del Judo, che per alcuni minuti portano gli allievi a riflettere sul loro comportamento durante la pratica appena conclusa.

In questo piccolo libro ho voluto spiegare meglio cosa significano le mie frasi volutamente sintetiche, che costringono gli allievi a sforzarsi per comprenderne e interpretarne il senso.

Ho inserito inoltre alla fine di ogni capitolo un esercizio che consiglio di mettere in pratica dopo avere letto il mio scritto, anche se so bene che sarai riluttante a farlo.

Insisto nel chiederti di fare questo sforzo perché ti aiuta ad andare più a fondo nelle tue sensazioni, a fissare meglio alcune tematiche sviluppate in queste poche pagine e a riconoscerne altre non elencate, ma che pure verranno fuori sulla base del tuo modo di fare Judo o di quello dei tuoi allievi.

Hanshi Alfredo Vismara – Dai Nippon Butokukai

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Immagina …

cropped-ALFREDO1-1.jpgImmagina …🤩
Provaci, funziona sai?

È pura magia

Immagina qualcosa di molto bello…
immagina qualcosa di molto brutto,
di buono o di cattivo, di grande o piccolo,
di chiaro o scuro, di utile o inutile, di triste o allegro,
quante cose puoi immaginare! 💥

L’immaginazione è una tua ricchezza che forse non sfrutti abbastanza.

Nessuno ti può impedire di usare la tua immaginazione

Nessun progetto può iniziare, prendere forma o altro se prima non lo hai “immaginato”

Pensaci … 🤔
In qualsiasi professione l’atto di immaginare un risultato o percorso, è il primo movimento per realizzarlo.
Anche quando si studia una tecnica di judo bisogna avere visto e poi immaginato un modello a cui arrivare, più sarà forte la tua immaginazione e chiaro ti sarà il movimento, e più possibilità di successo avrai nel perfezionare il tokui waza desiderato.

Tutto va immaginato prima di metterti al lavoro, non credi?
Anche il tuo judo, la tua didattica, il tuo rapporto con gli allievi, la tua conoscenza tecnica e filosofica del judo va studiata e immaginata prima di realizzarla.

E per realizzarla devi sfruttare a tutto ciò che ti può aiutare, a non perdere tempo e mantenere vivo il tuo interesse;

Immaginare crea un’emozione nel tuo spirito e per tenere in vita questa emozione devi continuamente nutrirla di informazioni per tutta la vita.

Io molti anni fa, mi sono immaginato e porto ancora ho dentro di me quell’immagine:
l’immagine di un judo completo così come fu ideato, non senza migliorane le qualità tecniche e didattiche intendiamoci, ma saldo nella sua valenza educativa tanto utile, come non mai, in questi anni molto confusi, dove tutti, spesso sono contro tutti nel segno dell’ “AVERE” a tutti i costi.

In questo anno passato anno io ho fortemente immaginato di poter arrivare a tutti coloro che vogliono poter migliorare il proprio bagaglio judoistico e disporre di tutta la mia conoscenza sulla materia.

Il dojo on-line che ho creato oggi ha raggiunto i 90 video didattici e sappi che non l’ho pensato per me, ma continuo a pensarlo per te.

👇richiedi ORA l’accesso al dojo 3 giorni GRATIS per vedere tutto il materiale didattico>> Clicca QUI

voglio immaginare di poter contribuire alla tua crescita come praticante e come insegnante
BUON 2018! 🥇

Alfredo Vismara
Dai Nippon Butokukai

P.S.: Immagina, come sarebbe fantastico trasferire i valori che insegni nel Dojo nella società.
Immagina il tuo judo completo nel suo metodo al servizio degli uomini. Immagina quanta felicità potresti trasmettere. Immagina tutto ciò per il tuo 2018!

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Sei davvero diverso?

CoverMONDOQuante volte ti racconti di essere cambiato, di essere diventato una persona migliore e di essereti finalmente risollevato dai problemi, per poi dimostrare alla prima occasione di non essere cambiato per niente, ma anzi di essere rimasto quello di sempre?

Tranquillo, pure a me è successo e non devi sentirti in colpa.

A volte ci prendiamo in giro. Più spesso di quanto crediamo.

Fa parte della nostra natura, del nostro essere.

Fa parte di noi.

Già…

Ci motiviamo così tanto a cambiare noi stessi ma non le nostre azioni e questo ci porta inevitabilmente sui soliti passi.

Quei passi che pensavamo di aver abbandonato quando invece ci siamo dentro più che mai.

Ebbene… Ho notato che eri ad un passo dal creare un cambiamento ….
ma per un qualche motivo ci hai riepensato.

E’ come se inspiegabilmente fossi ritornato sui tuoi passi.

E’ successo qualcosa?

Forse non ti fidi di me.

Questo mio manoscritto so che cambierà qualche cosa in te, credimi.

L’ho scritto con il cuore, pensando che se anche fossi riuscito a creare un piccolo cambiamento nei tuoi pensieri, per aiutarti a dialogare meglio con te stesso e con i tuoi allievi, sarei stato la persona più felice.

So che puoi essere una persona nuova , un punto di riferimento.

E io ho bisogno che mi aiuti a divulgare l’opera di cui mi sono preso carico:

Quella di migliorare attraverso il Judo Kodokan le persone con cui entro in contatto.

E ora lo potrai fare anche tu, applicando il MONDŌ.

Riempi il tuo Dojo solo di cose belle, Clicca QUI.

Io sono con te!

Alfredo Vismara
Dai Nippon Butokukai

P.S.: Noi impariamo tutto da bambini, ci insegnano a scrivere a parlare a studiare. Ma imparare a dialogare significa elevare il livello di accordi prima con noi stessi, e poi verso gli altri. E così che siamo in ARMONIA.

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Quand peux-je commencer a enseigner?

foto alEnseigner du Judo, c’est une grande responsabilité. Elle est souvent sous-estimée par les Profs, qu’ils soient jeunes ou âgés, lesquels ne désirent que des élèves capables de gagner toutes les compétitions et de combattre aux jeux olympiques.

Mais enseigner du Judo est bien plus que la préparation aux compétitions.

Enseigner du Judo signifie prendre n’importe quelle personne et la mettre en contact avec soi-même, son corps, son esprit et son cœur ; et, en même temps, la mettre en contact avec les corps, les esprits et les cœurs de tous ceux qui s’entraînent avec lui.

Enseigner du Judo signifie, à travers notre enseignement, faire devenir les corps, les esprits et les cœurs des plusieurs êtres humains une chose seule qui vise à rechercher un mutuel bien-être.

Il n’y a pas d’autres disciplines qui proposent une telle aventure didactique fondée sur techniques de combat en tant que moyens primaires d’enseignement.

Ceux qui visent à enseigner du Judo doivent être conscients qu’il faut avoir une didactique judoïstique complète, comprenant la technique aussi bien que la philosophie.

Être un champion au niveau des compétitions, bien qu’il puisse sembler un avantage, n’apporte rien à l’enseignement.

Pour avoir une didactique sérieuse il faut connaître, savoir, étudier.

On attendrait que, au moment donné, votre Prof vous dise que vous êtes prêts à transmettre vos connaissances aux autres. Mais on sait bien que cela n’arrive presque jamais comme ça. Plus fréquemment un élève croit d’être prêt et se détache de son Prof pour avoir ses propres élèves, ou est envoyé en tant que nouveau Prof sans aucune préparation spécifique. Souvent son Prof même n’a pas été préparé comme il faudrait, mais il s’est créé sa méthode didactique sur la base de sa propre expérience.

Une bonne didactique est l’ensemble de plusieurs expériences qui ont été sélectionnées et transmises par générations des Profs au fin de proposer le Judo le plus complet, du point de vue culturel, technique, philosophique et sportif.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

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Une fois encore a propos de la didactique du Judo

ALFREDO[1]Je veux insister sur l’importance d’une didactique complète lorsqu’on enseigne le Judo.

Beaucoup de profs croient que la connaissance de quelques techniques, dont deux ou trois étaient peut-être leurs Tokui waza quand ils faisaient des compétitions, est suffisante pour proposer une didactique efficace.

Il n’y a rien de plus faux! A propos du Judo et de ses techniques il faut connaître littéralement chaque détail. Il faut étudier et approfondir tout ce qu’on peut.

En tant que Profs on est moralement obligés de connaître la philosophie du Judo et l’organisation de ses techniques, et surtout il faut qu’on sache comment proposer tout ça aux élèves au fin qu’il apprennent facilement et en sûreté.

Après, il faut leur enseigner les opportunités les plus indiquées pour chaque technique, les Renraku waza, les Bogyo et les Kaeshi waza.

Il faut donc présenter chaque technique d’une façon complète, sans oublier, d’un côté, les opportunités et les Renraku waza en tant qu’expression du principe Sen, de l’autre côté les Bogyo et les Kaeshi waza en tant qu’expression du principe Go no sen.

Aussi faut-il connaître la signification du Randori et du Kata pour éviter d’exlure le deuxième de la didactique dans la fausse conviction qu’il ne serve à rien.

Les techniques du Katame waza ont aussi leur progression, aussi que ces du Goshin jutsu ou Shinken shobu.

Il faut apprendre et étudier tout ça pour obtenir la vision technique et didactique la plus complète. Ce n’est pas du tout facile, mais cela peut aider beaucoup les pratiquants, tant du point de vue physique que du point de vue mental.

Le fondateur Prof. Jigoro Kano recueillit les expériences des nombreux profs, lesquels à leur tour firent pareil avec leurs Profs. Le Judo constitue donc le produit d’une sélection précise et soignée, qui a duré centaines d’années et a concerné beaucoup des écoles différentes.

Il faut se sentir partie de cette longue tradition et vouloir la prolonger si l’on veut vivre l’enseignement du Judo dans ces aspects les plus profonds.

Le temps dont on a besoin pour améliorer notre Judo d’une façon complète et durable équivaut à celui qu’on gaspille dans la recherche des résultats médiocres et immédiats. Mais je peux vous assurer que la satisfaction qu’on épreuve lorsqu’on maîtrise vraiment un Judo complet est tout une autre sensation par rapport à la frustration produite par un enseignement pauvre, répétitif, vide et peu développé.

Mon désir est d’aider les Profs à obtenir une conscience supérieure de l’importance de leur rôle, et cela à travers une didactique supérieure.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

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Shisei (la position)

images[4]Avec le mot Shisei (position) on catalogue Shizen hontai (la position naturelle et fondamentale du corps : elle se retrouve dans le Nage no kata), Jigo hontai (position plus stabile aux jambes écartées : à retrouver aussi dans le Nage no kata), Kyoshi no kamae (position agenouillée, l’un des genoux est soulevée : typique du Katame no kata), Kurai dori (position aussi dure qu’une roche : dans le Koshiki no kata).

Le prof. Jigoro Kano apprit le concept de position et comment exploiter correctement l’équilibre et la stabilité dans un combat en étudiant dans les écoles de Tenjin shin’yo ryu et Kito ryu.

Il y a beaucoup d’œuvres là-dessus, lesquelles ont été écrites par les maîtres mêmes des deux écoles aussi que, plus récemment, par le prof. Kano.

Dans le livre « Tradition de l’école » du Tenjin shin’yo ryu on parle souvent de la position. Par exemple : « Quand on combat il faut imaginer qu’on est un morceau de bois qui nage sur la mer. Lorsque la vague monte on monte avec elle, lorsqu’elle descend on descend avec elle sans jamais couler. Que la mer soit sereine ou orageuse, le morceau de bois garde toujours son équilibre et sa stabilité. De cette façon, lorsque vous rencontrerez quelqu’un qui est plus fort que vous, vous devez vous conduire comme le morceau de bois et ne frapper que quand il faut. »

Dans le livre « Tai no kan » du Kito ryu il y a beaucoup d’explications à propos de Hontai (position fondamentale du corps). « Avoir l’Hontai signifie être au-dessus du propre corps et contrôler ses parties comme s’ils étaient des vassaux. Ainsi sera-t-il l’esprit parfaitement harmonisé avec le corps et pourra contrôler tous les mouvements de l’ennemi : il l’attaquera lorsqu’il sera instable. »

Le prof. Kano écrit : « Le Judo Kodokan naît de l’expérience du combat réel et, même si le Randori ne soit qu’un exercice pour s’entraîner, il ne faut pas oublier les principes du vrai combat. »

On voit bien qu’aujourd’hui la pratique s’est bien éloignée de ces principes. La question qu’il faut se poser et si l’on doit vraiment renoncer à enseigner ce que les profs les meilleurs ont essayé de nous transmettre tout simplement parce qu’on est paresseux ? Est-ce qu’il faut vraiment permettre à nos élèves d’ignorer un des fondements du Judo, les Shisei, et de devenir à leur fois profs sans qu’ils connaissent une partie aussi importante du Judo ? Et surtout est-ce qu’on peut permettre qu’ils se détachent de cette illustre tradition de recherche et de perfectionnement des Shisei qui a été un fil rouge dans l’histoire de notre discipline ?

Cette héritage morale et spirituelle ne doit pas être dissipée, gaspillée, perdue ni par nous-mêmes ni par nos élèves.

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

Traduzione di Andrea Lorenzo Covini

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