Rei no kokoro – lo spirito del rispetto che tutti dovrebbero condividere nel mondo

ALFREDO[1]Per Rei no kokoro si intende lo spirito del rispetto, non è la traduzione letterale perché Kokoro generalmente indica il cuore inteso come organo del nostro corpo ma nel BUDO giapponese viene molto utilizzato per significare “sentimento” con cui ci si dedica a delle azioni.

In questo caso è inteso come il coinvolgimento psico fisico che si deve utilizzare in ogni azione nel rispetto di regole e principi del judo.

Sai che Rei no kokoro è il primo e più importante aspetto del judo che deve essere insegnato?

Sai che con questo insegnamento puoi cambiare la visione comportamentale del mondo a una persona?

Puoi pensare ti trascurare un aspetto della nostra disciplina così importante!

Sicuramente no!

Bene, allora ascoltami perché ti parlerò di Rei no kokoro e di come devi assolutamente insegnarlo per fare qualche cosa per cambiare la società attorno a te attraverso i tuoi allievi.

Non è niente di difficile ma ricorda che tutto quello che dirai dovrà essere supportato dal TUO ESEMPIO.

Parto da quando un allievo entra nel Dojo (luogo per lo studio della Via), bambino o adulto non importa. Gli devi spiegare con poche parole che in quel luogo non bisogna parlare liberamente ma solo per chiedere o spiegare su ciò che si sta imparando, il judo.

Nello stesso tempo devi spiegare che gli zoori (calzatura a infradito) vanno posizionati con il tacco rivolto al tatami (materassino in paglia di riso) e non abbandonati in modo casuale. Tutto ciò che avviene nel Dojo non deve essere casuale!

Se la sala di pratica è dedicata solo al Judo è bene insegnare che deve fare il saluto quando entra o esce e quando sale o scende dal tatami. Se è una sala polivalente, il saluto può essere eseguito solo quando si sale o si scende dal tatami.

A seguire, con pazienza, va insegnato il nodo della cintura e l’esecuzione del saluto ogni volta che cambia un compagno all’inizio e alla fine degli esercizi.

Il saluto con l’inchino giapponese non è il nostro “ciao” ma la dimostrazione di rispetto e attenzione nei confronti di chi sta di fronte all’inizio e di ringraziamento quando hanno terminato l’esercizio.

Pensa che in molte università in Giappone eseguono il saluto al proprio compagno anche quando si rialzano dopo essere stati proiettati durante il randori.

Lo spirito del rispetto deve essere manifesto in tutto ciò che avviene all’interno del Dojo, nei confronti del luogo di pratica, dei compagni e agli insegnanti.

Questo insegnamento verrà assimilato attraverso la pratica e rispettato anche nei momenti più faticosi della lezione. Così facendo Rei no kokoro diventerà un modo di essere per i vostri allievi e influenzerà positivamente il loro comportamento anche all’esterno del Dojo.

Pensi che non valga la pena di insegnare il primo principio del Judo?

Sei certo che la tua didattica non ha bisogno di conoscere valori così forti da proporre?

Se sei certo che non hai bisogno di insegnare Rei no kokoro è bene che trovi un altro nome a ciò che proponi ai tuoi allievi perché quello che fai non è il Judo inteso da Jigoro Kano shihan (titolo onorifico che nel judo è attiribuito solo al prof. Jigoro Kano).

Prova pensare in quante altre situazioni durante una lezione Rei no kokoro deve essere mantenuto, a volte a fatica, per il duro allenamento o per l’età, nei bambini ad esempio. Ma lentamente diventerà il loro modo di intendere il judo e faciliterà la comprensione di un principio altrettanto importante, Jita yuwa kyoei (io e gli altri, in armonia, per crescere e progredire tutti insieme).

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

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