E’ JUDO…..quando permettete a tolleranza e amicizia di rinascere in voi e le donate al vostro prossimo

Maestro Jigoro Kano“E’ Judo ogni volta che permettete a tolleranza e amicizia di rinascere in voi e le donate al vostro prossimo”

Jita yu wa kyoei “io e gli altri in armonia per crescere e progredire tutti insieme” è il fine ultimo del Judo e la peculiarità che lo rende una disciplina unica al mondo.

Non esiste nulla di paragonabile a tutto ciò: non esiste cioè un’altra disciplina che insegni attraverso un esercizio fisico e di combattimento un principio morale e sociale così alto, teso coi suoi metodi di allenamento a sviluppare armonia e ricerca di benessere fra gli uomini.

La pratica del Judo si svolge in due modi fondamentalmente: Tandoku renshu “allenamento da soli” e Sotai renshu “allenamento con un compagno”.

Per mezzo dell’allenamento in coppia e sotto l’attenta guida di un Maestro consapevole delle finalità del Judo Kodokan i sentimenti di tolleranza e amicizia sono continuamente esercitati e messi in gioco attraverso la dura pratica. E in effetti, quando si è stanchi, sono spesso proprio loro i primi sentimenti che vengono a mancare.

Anche se chi mi sta leggendo può pensare che esagero, costui dovrebbe pensare a quante volte succede di non poterne più di chi ci sta di fronte o a quando, presi dalla voglia di proiettare a qualsiasi costo un compagno, non ci preoccupiamo delle conseguenze di una tecnica eseguita male e lo proiettiamo come capita.

Questo vi sembra un comportamento tollerante, un atto di amicizia, un atto che accresce l’armonia all’interno di un gruppo? So che per abitudine dopo un azione del genere ci si scusa con frasi del tipo “Scusa, non l’ho fatto apposta” – frasi che, per inciso, mi sono sempre suonate come una presa in giro -, ma ormai l’armonia si è rotta anche se in apparenza tutto torna come prima.

E’ Judo quando non perdete uno spirito tollerante e di amicizia verso il prossimo anche se dovete rinunciare a una proiezione: non esiste proiezione che valga l’incolumità degli altri.

Quando ci si rende conto che questi sentimenti stanno venendo meno è bene staccare le prese dal judogi e, dopo una breve pausa, riprendere più forti di prima nel vostro spirito di tolleranza e amicizia tanto da coinvolgere il compagno di pratica.

Prossimo appuntamento: “E’ Judo, ogni volta che vi sentite sicuri e protetti dagli altri”

Alfredo Vismara Hanshi Dai Nippon Butokukai

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